martedì 6 maggio 2014

UNA CANDELA PER MIA MADRE




Perché il luogo di crescita per un bambino sia idoneo, non soltanto non sarebbe importante se la coppia di genitori è omosessuale, ma «non importa se siano uno, due o diciotto» i genitori. Anche 18 papà omosessuali, quindi, vanno bene. Ad essere convinta di questi valori è Giuseppina La Delfa, presidente delle “Famiglie arcobaleno”.

Recentemente, con la tolleranza che la contraddistingue, ha infatti risposto pubblicamente niente meno che a Papa Francesco, il quale ha osato sostenere e difendere «il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre».

Scandalizzata, la leader delle fantomatiche “famiglie omosessuali” (un ossimoro secondo la Costituzione italiana, che definisce “famiglia” la “società naturale fondata sul matrimonio”), ha replicato scrivendo che«un bambino non ha diritto “a crescere in una famiglia con un papà e una mamma”. Un bambino ha diritto a crescere in un ambiente idoneo al suo sviluppo, questo sì». Se non fosse che il luogo idoneo -o più idoneo- è chiaramente quello previsto dalla natura, dato che i bambini possono nascere soltantodalla relazione tra un uomo e una donna. Il loro diritto è permanere nel luogo naturalmente idoneo alla loro crescita o in un altro che sia il più simile possibile, e non in ambienti che censurino l’equilibrio e la differenza sessuale.

La Delfa ha proseguito avventurandosi nel citare dalla sua parte qualsiasi cosa le venisse in mente: la scienza, la psicologia, l’antropologia, la pedopsichiatria, la sociologia, il diritto e i tribunali. «Tutti dicono la stessa cosa», ha scritto, cioè il padre e la madre sono inutili. Il luogo idoneo per la crescita dei bambini, ha commentato Giuseppina La Delfa rispondendo a Papa Francesco, è qualsiasi luogo, «non importa chi siano i genitori, di quale sesso e di quale orientamento sessuale siano, non importa se siano uno, due o diciotto, importa una sola cosa: la responsabilità, la cura, la presenza, il porre limiti e fare coccole, in due parole: supporto e attenzione». E’ significativo che per sostenere l’idoneità per una coppia omosessuale di adottare un bambini, la presidente delle “Famiglie arcobaleno” sia arrivata a sostenere che anche diciotto genitori andrebbero bene. E perché non 69? O anche 241. Statisticamente sarebbero più in grado di fornire “supporto e attenzione” rispetto ai 18…

Se questi sono dunque i criteri per cui un luogo è giudicato idoneo per la crescita di un bambino, allora è facile replicare che anche l’orfanotrofio dev’essere ritenuto tale, affondando di fatto l’argomento retorico dei sostenitori delle adozioni Lgbt che recita così: “meglio una coppia gay che l’orfanotrofio”. Se non è importante essere genitori biologici, se non è importante il loro sesso, se non è importante il loro orientamento sessuale, se non è importante il loro numero, chi dimostra che i tutori dell’orfanotrofio non possano essere in grado di fornire “la responsabilità, la cura, la presenza, il porre limiti e fare coccole, in due parole: supporto e attenzione”? La Delfa, dopo aver realizzato un pesante autogol, ha concluso la sua “risposta” chiedendo la liberazione dei bambini dall’educazione religiosa, che sarebbe superstizione e manipolazione educativa, sopratutto se arriva dalla Chiesa alleata con i dittatori. Di conseguenza, ha attaccato chiunque sia stato educato religiosamente, o segua una religione, accusandolo di essere manipolato e privo di ogni senso critico. Compreso Papa Francesco.

Il professore spagnolo Robert Oscar Lopez, cresciuto con genitori omosessuali, ha inviato tramite la“Fondazione Tempi” una lettera di risposta a Le Delfa, censurata però da Lucia Annunziata, direttore de“l’Huffington Post” . Oscar Lopez ha spiegato di aver avuto la disgrazia di crescere con due mamme lesbiche: «Giuseppina La Delfa potrebbe guardarmi negli occhi e dirmi che non ho perso nulla? Che non ho sofferto nulla? Non avrei nessun diritto io di amare mio padre in quanto mio padre e solo per il fatto che è mio padre?», ha scritto Oscar Lopez, che già in passato ha descritto le problematiche che ancora si porta dietro. «Vi chiedo di scusarvi con tutti i bambini – con l’umanità nei fatti – per aver affermato questa cosa atroce: ovvero che le persone non hanno il diritto ad un papà e ad una mamma».

“I nemici più pericolosi dei gay italiani, spesso, sono i gay stessi“, ha scritto qualche tempo fa Domenico Naso. Sopratutto per i loro ragionamenti, come è ovvio dopo questo ennesimo articolo-autogol di Giuseppina La Delfa. (Fonte)
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Sarebbe fin troppo scontato per me commentare le dichiarazioni della signora Giuseppina La Delfa e sono convinto che comprenderà il desiderio di un ragazzo di rintracciare delle radici che sente mancare profondamente. Si, perchè sento crescere dentro di me questo bisogno. Senza voler colpevolizzare nessuno e senza pretendere di farmi portavoce di tutti coloro che, per le più svariate ragioni, non sono stati accolti e cresciuti dalla propria mamma. Quest'anno non vivrò questa ricorrenza con il magone, contando le ore perchè passi al più presto. Quest'anno anche io festeggerò la festa della mamma. E se passando per Roma vedrete una candela accesa davanti a una finestra forse potrei essere io, che insieme a tantissime altre candele accese, sto mandando un messaggio d'amore alla mia mamma. Sono felice.

Manuel


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